«Via» obbligatoria sulle cave e' allarme per 250 imprese da La Gazzetta del Mezzogiorno del 24 ottobre 2016

da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 24 ottobre 2016

disegno di legge di modifica delle disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale ed attività estrattiva è stato al centro, nei giorni scorsi, delle audizioni della seduta congiunta delle commissioni IV e V, presieduta da D o n at o Pe n t a s s u gl i a . Il provvedimento, che ha l'obiettivo di evitare la procedura di infrazione per la non corretta applicazione delle norme comunitarie in materia - Direttive VIA e Habitat -, prevede l'obbligo per i cavatori di assolvere alle procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza ambientale postuma. Una questione che riguarda circa 250 imprese pugliesi e sulla quale i rappresentanti di Anci, Confindustria Puglia e Distretto Lapideo hanno chiesto attenzione da parte del governo regionale per salvaguardare l'attività, dal momento che le procedure di Via richiedono tempi lunghi e che la non osservanza della norma, determina la sospensione dell'autorizzazione ad estrarre. Per l'Anci il rischio è quello inoltre di esporre i Comuni - sui cui territori insistono le cave - a contenziosi, mentre Confindustria ha suggerito di escludere dalla norma le attività inferiori a 20 ettari e 500mila metri cubi. Nell'ottica di tutela del territorio, il Distretto lapideo ha chiesto di avviare controlli sulle cave abusive e di prevedere misure per l'incentivazione di Piani di recupero. Il presidente Pentassuglia ha rinviato la discussione del provvedimento alla prossima seduta in modo da consentire il recepimento dei contributi e l'approfon - dimento degli stessi da parte della struttura tecnica degli assessorati all'Ambiente e alla Pianificazione territoriale. I consiglieri regionali dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola e Re n at o Per rini, intanto,. chiedono che venga rivisto il provvedimento che impone la Via e la Vinca anche per impianti già autorizzati e operativi. «Se non l'avessimo visto con i nostri occhi avremmo stentato a credere che il governo regionale redigesse un disegno di legge che prevede un nuovo concetto: la Via (Valutazione Impatto Ambientale) e la Vinca (Valutazione di Incidenza Ambientale) postume per le attività estrattive, legittimamente autorizzate ai sensi della Legge Regionale 37 del 1985. Una legge che se passasse così come proposta dall'assessore in Commissione di fatto rischia di bloccare le società estrattive presenti sul territorio con conseguente perdita di lavoro per migliaia di operai che lavorano nelle cave. Fermo restando che è auspicabile, in difesa del suolo e del sottosuolo e dell'ambiente in generale, che l'autorizzazione a nuove cave venga sottoposta a tutte le procedure, dalla Via alla Vinca, noi dei Cor - sottolineano - riteniamo che un simile iter autorizzativo non possa valere per le imprese estrattive che operano già da anni in virtù di un'au - torizzazione rilasciata dalla legge regionale in vigore, vale a dire la n.35 del 1987, e quindi non devono essere considerate al pari di attività fuorilegge